Una sinistra figura di spalle, apparentemente umana, con armi poco convenzionali ai lati ed immersa in un’atmosfera gotica ed oscura ma al tempo stesso terribilmente affascinante.
Se non vi foste mai imbattuti in questo strano personaggio, sappiate che vi siete persi una delle esclusive più importanti uscite per PS4: Bloodborne, l’incubo nato dalla mente di Hidetaka Miyazaki.

Uscito nel 2015, il titolo fu un grande successo per From Software, con un gameplay adrenalinico e spietato immerso in un’ambientazione ispiratissima, che andò a creare una grande schiera di appassionati che ancora oggi chiedono a gran voce un ritorno in questo cupo universo narrativo.
Vi siete mai chiesti, tuttavia, quali siano le principali ispirazioni da cui il titolo ha attinto a piene mani per creare quell’iconico mondo di cui ci siamo tutti innamorati?
Per celebrare il decimo anniversario di Bloodborne, in questo articolo andremo proprio a scoprire le ispirazioni più evidenti, concentrandoci in particolare su quelle relative al mondo della letteratura e del fumetto!
BLOODBORNE E H.P. LOVECRAFT
– MOLTO PIU’ DI UNA SEMPLICE CITAZIONE –
“Bene, tutto firmato e regolare. Ora diamo inizio alla trasfusione. Oh, non devi temere, qualunque cosa accadrà, forse ti sembrerà soltanto un incubo.”
Con queste sinistre frasi iniziamo la nostra avventura nel suggestivo mondo di Bloodborne, ma ad accoglierci non sono le calde atmosfere dark fantasy a cui From Software ci aveva abituato con i titoli precedenti: si respira un’aria putrida, pesante, che dona la forte sensazione che ci sia qualcosa di non chiaro nell’aria. Forse è effettivamente soltanto un sogno, forse un incubo.

E sono proprio i sogni e gli incubi i primi tra una serie di punti di contatto tra l’opera dello studio giapponese e uno degli scrittori statunitensi più controversi: H.P. Lovecraft.
Lo scrittore statunitense fu autore, tra le tante opere, di molti racconti a metà tra horror e fantasy, che al giorno d’oggi sono stati rivalutati ed apprezzati. Tra i tanti, ricordiamo Il Ciclo di Cthulhu e Il Ciclo dei Sogni.
Nelle opere dello scrittore americano, le tematiche che spiccano sulle tante trattate (che spaziano dal razzismo, alla politica fino alla religione) sono sostanzialmente due:
- I Grandi Antichi, esseri extraterrestri provenienti da un’altra dimensione spazio-temporale, rinchiusi nelle profondità più recondite del pianeta e venerati da culti blasfemi (tra cui ricordiamo, ad esempio, Cthulhu).
- La conoscenza proibita, a cui accedervi disperatamente se non a patto di abbracciare la follia.
Anche in Bloodborne vediamo come From Software abbia pescato a piene mani da queste tematiche.
In particolare, I Grandi Esseri sono uno dei misteri più grandi del mondo di Bloodborne, e lo svelare la loro vera natura sarà una delle sfide a cui andremo incontro a patto di accettare, ovviamente, la follia. Sarà tuttavia un bene o un male?
Interessante notare inoltre come l’avventura si svolga su due piani dell’esistenza: l’incubo in cui dovremo svolgere la caccia, e il Sogno del Cacciatore, in cui torneremo ogni volta che avremo bisogno di un momento di pausa.

Ciò che Bloodborne riesce a catturare bene dalle opere di Lovecraft è soprattutto il senso di lotta contro “fenomeni” infinitamente più grandi di noi, un elemento che ci metterà a dura prova durante il corso dell’avventura.
Questa ricerca della verità è un’esperienza davvero coinvolgente in cui immergersi a nostro rischio e pericolo, un po’ come nelle opere di questo autore così spaventoso ma anche così terribilmente affascinante!
BLOODBORNE E BRAM STOCKER
– UNA LETTERA D’AMORE AL GENERE GOTICO –
H.P. Lovecraft è la principale ispirazione da cui From Sofware ha preso spunto per creare la mitologia di Bloodborne, ma non pensate però che sia l’unica.
Uno dei primi elementi che risalta appena finito lo spiazzante “prologo”, è infatti Yhrnam, la città in cui è ambientata la temibile Caccia dal marcato stile gotico, pullulata da ogni genere di incubo che emana un’aura pesante e terribile, in cui il Cacciatore dovrà muoversi con attenzione e anche un pizzico di ingegno.
Esiste, però, un’altra opera che riesce a trasmetterci le stesse sensazioni? La risposta è affermativa, ed è sicuramente da ricercare in Dracula, il capolavoro gotico scritto da Bram Stocker nel 1897.
L’opera dello scrittore irlandese, narrata nell’inusuale ma intrigante metodo del romanzo epistolare, racconta la vicenda del Conte Dracula, ispirata da un’avvincente ed attendibile ricerca storica e folcloristica.

Dracula è un libro sicuramente influente, che ha ispirato tantissime opere cinematografiche (come non ricordare il film omonimo di Coppola del 1992 o il recente Nosferatu del 2024), non lasciando indifferente nemmeno Hidetaka Miyazaki al suo enorme fascino.
In Bloodborne, infatti, oltre alla somiglianza tra Yhrnam e il celebre castello del Conte, è presente anche un elemento comune tra le due opere: l’utilizzo del sangue.
Nel gioco di From Software, questo elemento è fondamentale soprattutto nel gameplay, dove ci servirà sia per curarci che per aumentare di livello.
Inoltre, è rilevante anche a livello di trama, con una parte delle vicende che ruota attorno a questo aspetto e starà a noi capire dove ci porterà seguirne la scia (chissà se davanti a un temibile nemico o a una rassicurante chiesa).

Bloodborne rappresenta quasi una lettera d’amore al genere gotico, in un’opera in cui sono vivide le influenze letterarie. L’aver citato anche un capolavoro come Dracula è indice della cura e della passione profusa in questo incredibile videogioco.
BERSERK E FROM SOFTWARE
– UN CONNUBIO INDISSOLUBILE –
Ma i riferimenti ad altri media non sono conclusi, e c’è ancora qualcosa da aggiungere a questo interessante mosaico. Come in tutte le opere di From Software, ovviamente non poteva mancare un omaggio a Berserk, il celebre manga del compianto Kentaro Miura.
Parliamo di un’opera a 360 gradi in cui seguiremo le orme del suo protagonista, il guerriero Gatsu, provando ogni tipo di emozione: dalla rabbia alla paura, dalla gioia alla disperazione.

Un lavoro così poliedrico non poteva non far breccia nell’animo di Hidetaka Miyazaki, che cita Berserk in ogni sua creazione e, in particolare, in Bloodborne possiamo trovare delle citazioni che si rifanno per lo più ad elementi accessori o a nemici che saltano all’occhio di un attento appassionato e osservatore.
La citazione più palese è da ricercare tuttavia in una delle modalità secondarie, a nostro parere, più divertenti del gioco: I Calici!
In queste sequenze, il cacciatore dovrà arrivare alla fine di labirintici dungeon contrastando le mostruosità che si trovano al suo interno e battendo boss unici, in un contesto di difficoltà crescente. Per esempio, alla fine di uno dei primi dungeon ci troveremo di fronte ad un boss dalle fattezze di un canide, che ricorda un tetro ma misterioso lupo che troviamo nel manga di Kentaro Miura.


UNO SCRIGNO DI CITAZIONI
Arrivati alla fine di questo interessante viaggio all’interno dell’universo di Bloodborne, è giunto il momento delle riflessioni finali.
Da parte nostra, è stato molto divertente trovare queste ispirazioni tra varie opere e appartenenti a vari media, ed è incredibile constatare come Bloodborne sia stato influenzato così tanto da questi capolavori del passato.

Resta però il fatto che, se Bloodborne rimane così tanto nell’immaginario collettivo a distanza di dieci anni, è soprattutto perché è riuscito farci provare grandi sensazioni ed emozioni.
Un incubo in cui tornare ancora e ancora, affascinati e rapiti da questo universo in cui niente è come sembra e, come abbiamo visto, serve pagare un enorme prezzo per raggiungere l’agognata conoscenza.
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