Oggi, 3 aprile 2025, è finalmente stato rilasciato il tanto atteso adattamento animato di una delle saghe videoludiche di Capcom più amate di sempre, Devil May Cry, e siamo stati più che entusiasti di aver potuto nuovamente collaborare con il colosso dello streaming per guardare la serie tv di Netflix in anteprima assoluta.
Si tratta di una vera e propria storia basata sull’omonimo gioco, ed è il secondo adattamento animato della saga dedicata a Dante.
A occuparsi dell’animazione di questo prodotto è stato lo studio sudcoreano chiamato Studio Mir, lo stesso che si è occupato della recente serie Marvel X-Men ’97 e dei film d’animazione di The Witcher. L’ideatore e showrunner è invece l’indiano americano Adi Shankar, che è un grande fan della saga di Dante.
La serie può vantarsi anche di un cast non da poco, con Johnny Yong Bosch che doppia Dante, Scout Taylor-Compton nei panni di Lady, Hoon Lee nei panni di Bianconiglio, Chris Coppola in quelli di Enzo Ferino e con l’incredibile partecipazione del compianto Kevin Conroy nei panni del vice presidente Baines (postumo, quindi senza intelligenza artificiale).
Highway to Hell!
Partiamo da quello che per noi è la caratteristica più importante di tutto quello che riguarda i film e le serie tv: la trama.
Il Vaticano viene attaccato da una figura misteriosa nota come il Bianconiglio, che si impadronisce della leggendaria spada infernale che apparteneva a Sparda, e Dante viene contattato dal governo americano per impedirgli di aprire le porte dell’Inferno.
Con grandissima sorpresa, vi possiamo dire che Devil May Cry ha una trama molto profonda e filosofica, a molti tratti perfino politica, mettendo infatti in mostra quello che potrebbe davvero accadere se l’Inferno e il regno terreno entrassero in contatto.
I temi principali in questa serie sono l’orrore della guerra e il razzismo, cose che non ci saremmo mai aspettati da una serie su Devil May Cry che, per quanto abbia degli spunti profondi, rimane una saga videoludica “tamarra” e prevalentemente dedita all’azione e alla violenza.

Con questa serie animata di Netflix, ideata da Adi Shankar, abbiamo invece avuto una storia che colpisce nel segno, diventa indimenticabile e spesso e volentieri commuove perfino i cuori più duri. Per quanto l’azione ci sia, rispettando pienamente la natura di Devil May Cry, il punto focale qui è quello che succede tra l’Inferno e la Terra.
Ci sono molti dialoghi scritti divinamente e recitati dai talentuosi doppiatori che ci hanno fatto molto riflettere, oltre a scioccarci e traumatizzarci con alcune scene molto violente, sanguinose sul lato estetico e impattanti sul lato emotivo. Mai ci saremmo aspettati che una storia di Devil May Cry potesse farci piangere per la sua profondità.
Dante – Un protagonista carismatico
La cosa che ci preoccupava di più era proprio Dante, essendo l’iconico e indiscusso protagonista principale, e come avrebbero gestito la sua fedeltà alla controparte videoludica, ma guardando la serie abbiamo tirato un grosso sospiro di sollievo, dato che sembra uscito direttamente dal videogioco.
Il cacciatore di demoni è perfettamente come lo ricordavamo: arrogante, ironico, ma molto leale nei confronti dei suoi amici. Per non parlare del suo stile di combattimento, che riprende esattamente le stesse movenze dell’opera originale.

Dante di per sé, nella serie, è un personaggio complesso, molto intricato e con una storia personale decisamente interessante (che non vi racconteremo per non rovinarvi la sorpresa), ma chi lo conosce già dai videogiochi ritroverà esattamente la stessa persona.
Anche nella sua arroganza, riesce a trasmettere simpatia e si riesce ad empatizzare con lui senza la minima difficoltà. Ma c’è ben altro oltre il suo lato comico, e infatti nella serie di Netflix si vede molto il suo lato umano, senza renderlo per forza un eroe impeccabile e senza difetti e, anzi, spesso lo vediamo in difficoltà anche con delle scelte morali complicate e dei traumi da superare.
Mary – Meglio dell’originale
Un altro personaggio che sembra essere uscito direttamente dal videogioco è Lady, che qui viene però chiamata Mary. La classica donna con un carattere molto forte e molto legata ai suoi ideali, ma che dietro nasconde qualcosa di molto più profondo.
Anche lei è un personaggio ben scritto, che regala delle grandi emozioni durante le scene di combattimento e che dimostra una lealtà molto forte nei confronti dei suoi compagni di squadra.

Mary, come Dante, nasconde qualcosa di molto doloroso e traumatico dentro di lei, e qui siamo stati ben felici di vedere finalmente le origini del personaggio, che nella saga videoludica di Capcom non ci hanno mai raccontato.
Se nei videogiochi Lady è infatti un personaggio perlopiù piatto, superficiale e che adotta maggiormente il ruolo di presenza femminile sensuale, la serie animata ci racconta il suo passato e ci porta a capire meglio il motivo per cui odia così tanto i demoni. Ovviamente sta a voi scoprire il perché, guardando la serie.
Bianconiglio – Un villain indimenticabile
Ad essere del tutto sinceri, l’aspetto per cui fremevamo di più a parlare è quello che a parer nostro è anche il miglior personaggio di tutta la serie, il Bianconiglio (o White Rabbit in inglese).
Si tratta con assoluta certezza del cuore stesso di Devil May Cry, vantandosi di una scrittura eccezionale e una storia personale che lo rende un personaggio completamente coerente con le sue azioni. Il Bianconiglio è criptico, affascinante e misterioso, ma sono le sue battute a renderlo perfino simbolico.

Non possiamo rivelarvi molto su di lui o vi rovineremmo la sorpresa, ma una cosa possiamo dirvela: il Bianconiglio è la rappresentazione stessa della critica contro il fanatismo religioso e la corruzione del Vaticano e degli Stati Uniti d’America.
Non empatizzare con lui è praticamente impossibile, e già dalla prima scena ci ha affascinato con la sua presenza sia per il design semplice ma unico che per il significato delle sue parole, dette da un doppiatore italiano professionista che ci ha fatto venire i brividi: Massimo Lodolo. Questo personaggio è un messaggio indiretto da parte dello showrunner che critica la Chiesa e il Governo Americano, ma anche la vera e propria razza umana sempre incline alla violenza e alla conquista.
Spettacolarità, azione e rock n’ roll
Altro spunto importantissimo di cui parlare è lo stile d’animazione dello Studio Mir, che ancora una volta è uno spettacolo per gli occhi. Non possiamo non notare come il team creativo di disegnatori e animatori ci abbiano messo una cura maniacale in ogni minimo dettaglio, che troviamo dalle scene d’azione in combattimento ai particolari di ogni personaggio, dei quali i vestiti reagiscono ai movimenti e hanno una propria fisica, arrivando perfino a delle figure di sfondo estremamente dettagliate.
Il tutto dimostrato con un mix di animazione 2D e 3D che si unisce perfettamente anche alla CGI per creare un perfetto ordine visivo delle scene, senza che nessun dettaglio sembri fuori posto.
In poche parole, tutto ciò che ci mostrano sullo schermo è dannatamente bello da vedere, e abbiamo perfino trovato alcuni fermo immagine ideali per diventare dei perfetti sfondi del desktop o del proprio smartphone.
Ovviamente non poteva mancare anche la componente musicale, con il sano rock n’roll che dà ancora più colore alle scene. Devil May Cry è dopotutto famoso proprio per le scene d’azione e combattimenti con musica rock e heavy metal, e la serie ci regala proprio questo: sequenze spettacolari accompagnate da una musica adrenalinica, con alcuni brani presi dalla saga di Capcom e altri invece creati ad hoc per la serie, come ad esempio Afterlife di Evanescence.
Dante è tornato con stile!
Bene, considerando tutto quello che abbiamo detto finora, sembra che questa serie sia perfetta, vero? In realtà non proprio, e infatti ha qualche piccolo difetto che però per notarlo bisogna proprio cercare il pelo nell’uovo.
Gli unici errori che abbiamo infatti trovato in questa serie riguardano semplicemente qualche soluzione narrativa un po’ forzata, che usano per andare avanti nella trama, ma che di per sé non rovinano affatto la credibilità degli eventi.

La storia è in realtà molto lineare, e prende il suo tempo per raccontare un bellissimo viaggio che, ribadiamo, è completamente originale, prendendo giusto qualche spunto da vari capitoli del franchise per raccontare qualcosa di nuovo con personaggi indimenticabili.
Tutto ciò grazie anche a un’animazione che possiamo solo definire “pura arte” e una colonna sonora movimentata e perfino commovente.
Ringraziamo Netflix per averci fornito l‘anteprima per realizzare questo articolo.
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