Recensione BLEACH Rebirth of Souls – Un’occasione sprecata per un grande ritorno

Data di uscita
Marzo 20, 2025
Piattaforme
PC, Xbox Series X|S, PlayStation 5
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Il mondo di Bleach è sempre stato affascinante, distinguendosi dagli altri anime shonen degli anni 2000 grazie a un’estetica ben curata e riconoscibile, con personaggi iconici e combattimenti mozzafiato. L’universo creato da Tite Kubo è riuscito a lasciare un’impronta importante nel mondo manga, affermandosi come uno dei capisaldi del genere.

Tuttavia, non si può dire lo stesso per la sua trasposizione videoludica, dove l’ultimo titolo dedicato al franchise nipponico risale all’era della PlayStation 3 con Bleach: Soul Resurrección, escludendo le diverse apparizioni su mobile e, come ultima, su Jump Force nel 2019.
Ora l’opera giapponese è pronta a tornare con Bleach: Rebirth of Souls, un titolo sviluppato da Tamsoft e pubblicato da BANDAI, che si pone come obiettivo principale quello di rendere giustizia alla serie e creare un’esperienza adatta ai fan più sfegatati.

Bleach Rebirth of Souls

Sarà riuscito il team di sviluppo a raggiungere il proprio traguardo stabilito?
Non ci resta che brandire le nostre Zanpakutō e addentriamoci in questa nuova recensione!


Una narrazione troppo altalenante

Uno degli aspetti più rilevanti e caratteristici di Bleach Rebirth of Souls è sicuramente la sua modalità storia, un elemento di grande importanza per i fan della serie, e grazie a questo sistema, i giocatori hanno l’opportunità di immergersi nelle vicende più iconiche della serie, ripercorrendo le saghe più famose tratte sia dall’anime che dal manga.

Per i neofiti che non conoscono ancora la storia originale e desiderano sia recuperare la serie che affrontarla attraverso il titolo, è utile fornire un incipit della trama che andranno a scoprire man mano. La narrazione ruota attorno a Kurosaki Ichigo, un ragazzo carismatico e dai capelli arancioni, dotato fin dall’infanzia della capacità di vedere e interagire con gli spiriti, un dono che si manifesta dopo la tragica perdita di sua madre.

Durante una normale giornata come tante, un essere misterioso irrompe nella stanza del nostro protagonista, rivelandosi ai suoi occhi come uno Shinigami, ovvero uno degli spiriti incaricati di gestire il flusso delle anime tra il mondo dei vivi e quello dell’aldilà. Il suo nome è Rukia Kuchiki, una ragazza enigmatica, la quale rimane profondamente sorpresa nello scoprire che Ichigo riesce a vederla chiaramente, poiché gli esseri umani non sono in grado di percepire qualsiasi tipo di entità ultraterrena.

La loro conversazione viene interrotta dall’apparizione di un Hollow, una terrificante creatura che si nutre delle anime sperdute nel mondo dei vivi, in grado di rappresentare una minaccia per entrambi. In un momento di difficoltà e di emergenza, Rukia decide di trasferire parte dei suoi poteri a Ichigo affinché possa sconfiggere il mostro.

Tuttavia, il ragazzo assorbe l’intera energia della Shinigami, trasformandosi in uno spadaccino dotato di un enorme quantitativo di forza ed energia. Questo evento dà il via all’avventura che i fan conoscono, partendo dall’inizio dell’avventura fino alla saga degli Arrancar, mentre la Thousand-Year Blood War sarà disponibile successivamente tramite un’espansione.

Purtroppo, la narrazione presenta grandi debolezze nel modo in cui viene raccontata la storia di Bleach. Il principale problema risiede nelle scene di intermezzo tra i vari combattimenti: spesso eccessivamente lunghe, queste cercano di approfondire la storia e le motivazioni dei personaggi nell’affrontare sfide e nemici.

Tuttavia, la loro qualità risulta mediocre, oscillando tra momenti in cui l’animazione è in linea con l’anime e altri decisamente meno curati, caratterizzati da staticità e poca attenzione alle animazioni, elementi che abbassano significativamente il livello del racconto.

Anche il modo in cui alcuni eventi vengono trattati risulta sbrigativo, sacrificando dettagli importanti e riducendo l’impatto emotivo di ciò che vediamo. Questo approccio rischia di penalizzare notevolmente la comprensione della storia per chi non è familiare con l’opera di Tite Kubo.

Infine, andiamo a parlare delle Storie Segrete, una sezione dedicata all’approfondimento del background di vari personaggi all’interno dell’universo di Bleach, trattandosi di un’aggiunta particolarmente apprezzata ma che risulta piuttosto limitata e va ad arricchire la narrazione in generale.


Sistema di combattimento

Andiamo ora a parlare della parte più importante dell’esperienza videoludica di Bleach Rebirth of Souls, ovvero il gameplay e il sistema di combattimento che ne costituisce l’ossatura principale. L’idea alla base secondo gli sviluppatori è quella di trasportare il giocatore a rivivere gli scontri più iconici della serie animata, proponendo un’arena fighter tridimensionale, che punta sulla spettacolarità dell’azione attraverso combo accessibili e continui colpi di scena che possono ribaltare le sorti della battaglia.

Uno degli elementi più particolari riguarda la vita e come viene gestita, rappresentata da nove barre di energia chiamate Konpaku. Questi elementi possono essere banalmente riassumibili come delle protezioni della nostra anima, che avranno una lunghezza in linea ad altri picchiaduro arena su licenza presenti sul mercato. L’obiettivo sarà quello di eliminare tutte le barre dell’avversario attraverso una concatenazione di attacchi, fino alla possibilità di utilizzare il Kikon, ovvero una mossa finale disponibile solo quando l’avversario si trova nell’ultima porzione rossa della salute, capace di rimuovere una porzione di Konpaku così da avvicinarsi alla vittoria.

Se il giocatore si trova in difficoltà durante lo scontro, avrà a disposizione il Bankai o altre forme di risveglio, vere e proprie trasformazioni in grado di ribaltare le sorti della battaglia. Questi potenziamenti, oltre ad aumentare il danno inflitto, permettono di esaurire più rapidamente le barre dei nemici, fornendo una scelta in grado di esaltare la spettacolarità dell’azione, ma che allo stesso tempo penalizza l’approccio strategico allo scontro. Infatti, chi si concentra troppo sugli attacchi nelle prime fasi rischia di trovarsi in netto svantaggio a causa dell’elevata quantità di danni subiti durante la trasformazione avversaria.

Il titolo è stato chiaramente pensato per i casual gamer e per i fan della serie, sacrificando quasi completamente la componente competitiva che, a nostro parere, risulta totalmente assente in Bleach: Rebirth of Souls. Questo giudizio non è formulato a priori, poiché la modalità online e il bilanciamento tra i 31 personaggi del roster presentano evidenti problematiche. È possibile osservare combattenti chiaramente sbilanciati come Ichigo, che può trasformarsi nella forma Hollow quando esaurisce le barre di vita, oltre a meccaniche sfruttabili in modo abusivo senza concedere respiro all’avversario, lasciando margini di reazione estremamente ridotti.

Componente online da migliorare

Siamo arrivati ad uno degli aspetti più problematici dell’esperienza videoludica presenti in Bleach Rebirth of Souls, ovvero la sua componente multigiocatore, che appare realizzata in modo approssimativo e sbrigativo. Fin dalle prime partite online si percepisce chiaramente come questo comparto sia stato trattato in maniera superficiale, risultando al di sotto degli standard qualitativi che il pubblico si aspetta da un titolo moderno.

Considerata la sua natura non competitiva, il titolo di Tamsoft utilizza un netcode ormai vecchio, che si dimostra inadeguato rispetto a ciò che i picchiaduro online richiedono. Da ricordare la totale assenza del rollback si traduce, come conseguenza, in una latenza elevata e una quantità di lag decisamente invasiva all’interno del gioco, rendendo gli scontri online molto frustranti e poco godibili.

Purtroppo, non è l’unico punto negativo dell’esperienza online, andando a intaccare anche le modalità disponibili. L’assenza della modalità ranked rappresenta una grave mancanza per chi cerca sfide per migliorarsi e misurarsi con altri giocatori. Attualmente è possibile cercare avversari solo nella modalità standard, che al momento della recensione non abbiamo potuto verificare a fondo a causa della sua inefficacia. Un’alternativa parziale a questo problema è la creazione di stanze pubbliche o private, sebbene non costituisca una soluzione definitiva per un matchmaking ben bilanciato.

Tutte queste assenze incidono pesantemente sulla longevità del titolo, riducendo l’interesse verso il gioco e, di conseguenza, il tempo che i giocatori vi dedicheranno. Alla fine, l’esperienza offerta da Bleach: Rebirth of Souls si esaurisce in circa 20 ore, corrispondenti grosso modo alla durata della campagna in single player. Considerando l’importanza del brand e l’attaccamento della community all’opera nipponica, speriamo che queste carenze vengano colmate per arginare il più possibile questo difficile avvio nel panorama videoludico.


Comparto Tecnico e Artistico

Dal punto di vista artistico, Bleach Rebirth of Souls riesce a catturare efficacemente l’essenza del manga, proponendo uno stile estetico che risulta all’altezza dell’anime, dove i modelli dei personaggi sono stati realizzati con grande fedeltà. Inoltre, l’aggiunta di effetti speciali ben curati durante le fasi di combattimento contribuisce a rendere le battaglie visivamente accattivanti. Non si può dire lo stesso delle ambientazioni, che risultano poco ispirate e manchevoli di dettagli in grado di portare un livello di immersività maggiore, dove una maggiore attenzione nella progettazione degli scenari avrebbe contribuito e non poco a migliorare l’esperienza visiva.

Il comparto sonoro invece riesce a brillare, ricreando perfettamente l’atmosfera della serie, con ost che si adattano con grande efficacia alle varie fasi di gioco, enfatizzando i momenti più intensi degli scontri. Ogni personaggio è caratterizzato da una colonna sonora dedicata al momento della trasformazione, una scelta che conferisce molta più immersione.

Purtroppo dobbiamo spendere delle parole negative riguardo il comparto tecnico, che ha sofferto di gravi problemi al lancio in particolare su PC. Durante i primi giorni il titolo risultava del tutto inaccessibile al pubblico, presentando tante criticità tali da impedirne l’avvio, dove in molti casi, gli utenti non riuscivano a superare il tutorial a causa di crash continui che hanno compromesso la giocabilità. La situazione è stata in gran parte risolta grazie a una patch che ha eliminato questi errori, rendendo il titolo finalmente fruibile e giocabile.

Tuttavia, nonostante questa soluzione, troviamo ancora episodi di stuttering e lag importanti, che si manifestano soprattutto nelle fasi più concitate degli scontri. Speriamo nelle prossime settimane in diversi aggiornamenti che possano sicuramente rendere il titolo più stabile e godibile sulla piattaforma PC.


Ringraziamo  Bandai Namco per averci fornito una chiave del loro gioco per realizzare questa recensione.
Seguiteci sul nostro sito per altre recensioni e articoli in arrivo nei prossimi giorni.

Bleach Rebirth of Souls
BLEACH REBIRTH OF SOULS (PC)
IN CONCLUSIONE...
Bleach Rebirth of Souls è un grande omaggio ai fan della serie anime e manga, adattando la maggior parte degli archi narrativi aggiungendo qualche novità. Sebbene sia stata riassunta la maggior parte della storia, il modo in cui viene raccontata è molto debole, con modelli 3D ben realizzati ma mal animati. Il combattimento è adatto ai neofiti che si approcciano ad un picchiaduro, con non troppe combo da imparare e più strategia da sfruttare. Purtroppo la componente online non ha molto da offrire, e con un lancio su PC disastroso non ha di certo aiutato i giocatori ad affezionarsi al titolo.
PREGI
Storia ben trasposta..
Sistema di combattimento con una buona base
DIFETTI
..ma narrata in maniera altalenante
Bilanciamento non pervenuto
Online ridotto all'osso
Lancio su PC disastroso
6.7
VOTO