Quante volte, nella nostra vita, ci siamo ritrovati a spingerci al massimo per conseguire un obiettivo? Per fare del nostro meglio, abbiamo messo ogni cosa da parte, focalizzandoci solo su quello e mai su di noi o su ciò che ci circondava. Anche al raggiungimento dell’obiettivo, e nonostante la felicità che può donarci, arrivare al burnout è praticamente inevitabile.
Per sopperire a questo, arrivano in nostro aiuto i videogiochi, da sempre in grado di trasportarci in mondi alternativi, lontani dal nostro, così da farci dimenticare problemi, dolori e preoccupazioni.
Questo è l’obiettivo di Wanderstop: così come l’omonimo negozietto, il titolo vuole essere un piccolo e tranquillo avamposto che ci permette, assieme alla sua protagonista, di rilassarci e, soprattutto, di fermarci, senza essere schiacciati dalle grandi aspettative della società.
Sarà riuscito il titolo di Ivy Road a farci mettere da parte le nostre ansie quotidiane e ad abbracciare il dolce far niente?
Scopriamolo insieme!

Trama

Alta è un’incredibile guerriera rimasta imbattuta per cinque anni, finché, dopo una singola sconfitta, inizia ad accumulare sempre più fallimenti. Stanca della sua situazione e con la sua arma alla mano, decide di addentrarsi in una fitta foresta dove risiede la signora Winters, la miglior allenatrice della regione.
Tutto cambia quando, improvvisamente, Alta crolla, incapace perfino di alzare la sua amata spada. Svenuta, si risveglia in una piccola e accogliente radura accanto a un grosso uomo, Boro, che le affida un compito: trattenersi nella foresta per aiutarlo nella gestione di una sala da tè, almeno fino a quando non si sentirà meglio. Per quanto cerchi di fuggire e tornare sui suoi passi, Alta non riesce mai ad allontanarsi senza crollare immediatamente, dando così inizio alla sua nuova avventura come gestore del Wanderstop.
Questo piccolo avamposto nel cuore della foresta accoglie tutti gli avventurieri bisognosi di un luogo dove riposare e di una tazza di tè. Durante la nostra permanenza, incontreremo persone di ogni tipo, dai padri di famiglia in crisi fino a signore anziane con una spiccata passione per l’economia, ognuno con i propri problemi e le proprie storie.

Il nostro compito sarà non solo esaudire le loro richieste, ma anche ascoltarli e aiutarli nelle loro questioni personali, volenti o nolenti. Grazie alla grande varietà di personaggi e alle loro storie, la scrittura di Wanderstop si mantiene sempre fresca e ricca di spunti interessanti, anche quando non del tutto originali. Ogni dialogo è colmo di intermezzi divertenti e piacevoli da seguire e, grazie a questi, molti dei personaggi entreranno inevitabilmente nel nostro cuore.
Ad ogni modo, il fulcro della trama si concentra sulla sua protagonista, Alta, e sulla sua lotta per tornare a combattere nell’arena. Il suo sconforto e il suo conflitto interiore sono trasposti magnificamente, riuscendo a portare sui nostri schermi una storia matura e realistica, pur adornata da momenti comici molto apprezzabili. La storia di Alta e la natura stessa del titolo ci portano a riflettere, abbracciando il dolce far niente e la gioia di apprezzare le piccole cose.

Gameplay
Il gameplay di Wanderstop è l’apoteosi della formula dei chill game, racchiudendo tutte le caratteristiche essenziali del genere e arricchendole con un tocco di creatività.
Come accennato, il nostro obiettivo principale sarà preparare il tè per i viaggiatori che giungeranno al nostro negozio. Per farlo, dovremo utilizzare un grande e all’apparenza complesso macchinario che, poco alla volta, impareremo a padroneggiare. Ogni personaggio avrà richieste differenti e non sempre ci dirà esplicitamente cosa desidera, portandoci ad approfondire gli effetti dei vari frutti per adattarci alle loro esigenze.
Per preparare il tè, avremo bisogno di specifici ingredienti: frutti, palline di tè e, ovviamente, tazze. Per ottenerli, dovremo esplorare a fondo il grande giardino che circonda la sala da tè, dove potremo anche ritagliarci un piccolo spazio per coltivare gli alberi da frutto necessari.

Un elemento chiave del gameplay è l’ibridazione degli ingredienti: ogni ordine richiede un ingrediente specifico, e per ottenerlo dovremo sperimentare diverse combinazioni di piante. Il libro delle istruzioni fornitoci da Boro ci darà solo suggerimenti di base, lasciando a noi il compito di scoprire le ricette migliori, favorendo una progressione lenta e meditativa. Questo è uno dei punti di forza di Wanderstop; il gioco non ci spinge mai a fare le cose in fretta, ma ci invita a prenderci il nostro tempo, riflettere e sorseggiare in tranquillità una tazza di tè, proprio come Alta.

Tuttavia, il gameplay può risultare ripetitivo; il funzionamento della macchina del tè resta invariato e le ricette non sono particolarmente variegate. Ciò viene però bilanciato dalla qualità della narrazione, che arricchisce l’esperienza con dialoghi profondi e ben scritti.
Un aspetto opzionale, ma comunque rilevante, è la cura del nostro giardino. Passeggiando per la radura, ci imbatteremo in radici che danneggiano il panorama. Seppur non obbligatorio, potremo sradicarle, ottenendo in cambio oggetti utili, tra cui decorazioni per il negozio o tazze appariscenti con cui servire il tè ai clienti.
Potremo anche abbellire il giardino con piante da vaso e altri oggetti, ma questi scompariranno al cambio di scenario tra un capitolo e l’altro. Se inizialmente può sembrare deludente perdere il nostro lavoro, il gioco ci spinge ad accettarlo, ricordandoci che non ha senso smettere di creare cose belle per paura di perderle.
Nel corso della storia, riceveremo libri per posta o da alcuni personaggi, e ciò che colpisce è che questi siano interamente leggibili. Sebbene consistano in poche pagine, sono curati e piacevoli da sfogliare.

Comparto artistico e tecnico
Il comparto artistico è il fiore all’occhiello del titolo: nonostante sia ambientato in un unico luogo, il cambio di stagione dona sempre un volto nuovo al nostro negozio, rendendo piacevole l’esplorazione dei suoi dintorni. Particolare attenzione è stata data al design dei personaggi, tutti diversi e con tratti distintivi ben caratterizzati.
Non è affatto un caso notare come i colori vibranti e rilassanti contribuiscono a creare un’atmosfera accogliente e immersiva.

Ottima anche la colonna sonora, che ci accompagna con brani di generi differenti, ma sempre con toni tranquilli e rilassanti. Piccola nota a margine, il compositore è lo stesso C418 che tanti anni fa ci portò la magia delle OST di Minecraft, e non è invecchiato affatto in quest’ultima release:
Sul piano tecnico, il gioco si è dimostrato stabile e privo di problemi rilevanti, se non qualche piccolo bug di poco conto.
Ringraziamo Annapurna per averci fornito una chiave del gioco per realizzare questa recensione.
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